mercoledì 17 marzo 2010

Il non-finito. Dramma di un Pigmalione metafisico.


Ho una presunzione michelangiolesca: riuscire a vedere nelle persone quello che potrebbero essere prima ancora di distinguer quel che almeno per ora sono.

Quando una persona mi colpisce, devo (s)colpirla a mia volta, liberando quella forma che riesco nitidamente a cogliere. A vedere.

E' uno degli ultimi residui di quel me.

In passato - molto passato fa - mi sembrava necessario stimolare un poco le persone.
Per aiutarle a interpretare.

OFFRIRE NUOVI SPUNTI.

Il fatto è che io volevo interpretare, ed essere interpretata.

Ma il più delle volte l'Altro non ti vede nemmeno se ti metti letteralmente a nudo.

Il soffocante, ansiogeno bisogno di vicinanza corporea è talmente assillante che la gente mi sembra accontentarsi di soddisfare quello.

Al punto da non accorgersi più se respiri ancora o sei cadavere.




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